Storia di una vecchia associazione iniziata 140 anni fa

In vista della giornata dell'Adesione

- Messaggio del presidente diocesano agli associati -

 

  L’8 dicembre è per l’AC un appuntamento importante nel cammino ordinario, è la giornata dedicata all’adesione, nella quale ognuno di noi, dopo una profonda riflessione, sceglie di camminare insieme agli altri condividendo la chiamata dentro la realtà del quotidiano, fedele al mandato di Cristo. Con la giornata dedicata all’adesione, nella festa dell’Immacolata (quale giorno più significativo!), ognuno di noi, dal bambino all’anziano, si impegna a testimoniare personalmente e com’unitariamente, con uno stile di vita che sa attirare lo sguardo dell’altro, la gioia e la speranza cristiana. L’AC ha scelto questo giorno perché sull’esempio di Maria, ognuno di noi, possa rispondere SI all’impegno di portare il Vangelo da laici nel mondo, con entusiasmo e responsabilità. Con il gesto comunitario dell’adesione l’AC riafferma il proprio impegno di formare uomini, donne, giovani e ragazzi capaci di scommettere per la realizzazione del bene comune, di formare laici capaci di mettersi in gioco per la Chiesa e per il mondo. In questa giornata ci domandiamo quale AC il Signore vuole da noi? E la risposta non può che essere quella di un’associazione capace di formare e condurre i laici alla santità, capaci di incontrare l’altro per renderlo partecipe della gioia di una fede vissuta, capaci di trasmettere il messaggio di Cristo con le parole e i gesti semplici della quotidianità. Un’associazione che rimetta come obiettivo primario la scelta religiosa, già fortemente voluta nel 1969, con l’approvazione del nuovo statuto dall’allora presidente Vittorio Bachelet, come modo di vivere radicato nella profondità della coscienza. Oggi, come AC di Civita Castellana, siamo chiamati a riscegliere la nostra fede, a non darla per scontata, testimoniando uno stile alternativo, capace di comunicarla con gioia e con l’esigenza di andare incontro agli altri. Oggi la nostra associazione diocesana deve riscoprire il suo ruolo di luogo di formazione alla santità ordinaria, non intesa nel senso banale, ma nel senso di legata alla realtà quotidiana della vita di tutti, una santità non eroica, ma alla portata di tutti. La nostra Chiesa ha bisogno di noi laici, che nell’AC abbiamo incontrato una scuola di santità, che con lei abbiamo imparato a vivere la radicalità del Vangelo nella normalità quotidiana. Per questo partendo dalla festa dell’adesione dobbiamo continuare a fare della nostra associazione un luogo dove si cresce come discepoli del Signore, alla scuola della Parola, alla mensa dell’Eucarestia; una palestra dove ci si allena ad esercitare l’amore e il perdono, per tessere una rete di fraternità che abbraccia tutti, soprattutto i più poveri. La nostra associazione può continuare ad essere quella che è, se ognuno di noi riscopre le promesse del Battesimo scegliendo la santità come metro di misura della vita cristiana ordinaria . Ogni nostro gruppo parrocchiale, allora, deve diventare una scuola di preghiera e di aiuto, per ognuno di noi, per il discernimento e la fedeltà alla propria vocazione. Cristo e la Chiesa hanno bisogno di laici di azione cattolica che non si chiudono tra le mura dei cenacoli, ma che da lì partano per essere nella vita di tutti i giorni testimoni del Risorto speranza del mondo, nella forma e nei modi che sono propri di ciascuno. “Vogliamo far diventare l’Azione Cattolica un luogo di dialogo e di confronto, un ponte tra la dimensione cristiana e la dimensione umana della vita” (Luigi Alici 30/09/2007). Concludo augurando ad ogni socio dell’Azione Cattolica di Civita Castellana una gioiosa festa e un fedele cammino associativo all’insegna della risposta alla domanda che Cristo ci pone quest’anno “E voi chi dite che io sia?” Alle comunità parrocchiali che condividono con noi questo momento importante rivolgo un grazie e un invito a perseverare nella scelta di avere a loro fianco dei laici che come carisma hanno quello di servire la Chiesa, a quelle che ancora non ci vedono presenti nelle loro comunità dico di darci la possibilità di esserci per poterci mettere al loro servizio per raggiungere quei luoghi e quelle persone che hanno bisogno di sentire parlare di Cristo attraverso la testimonianza dell’ordinarietà. Affido la nostra associazione diocesana all’amore di Maria Madre della Chiesa e allo sguardo vigile e protettivo di don Pier Luigi

 

                                                                                                                

                                                                                                Il presidente diocesano

                                                                                                  Rosanna Cappuccio