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Primo appuntamento diocesano e avvio delle attività per l’ACR
Festa del “Ciao”, a Capranica*
Nazario Basili
Il giardino, parco giochi, di Capranica è insolitamente animato.
Musica, giochi, zaini sparsi ovunque, cartelli, merende, abbracci,
corse. Un gruppo di ragazzi gioca alla corsa dei sacchi, un altro canta
e gioca a “Furore”, altri sono alle prese con dei libri, altri ancora
si rincorrono per strapparsi il nastrino che gli penzola come una coda.
Al grido “la merenda!” tutti corrono verso le gradinate a semicerchio
per accaparrarsi la fetta di pane con la crema di nocciole, produzione
locale, che regala a tutti un bel paio di dolci baffi. Ciao, è la
festa. Duecento ragazzi dell’Azione Cattolica Ragazzi diocesana, con i
loro educatori e alcuni sacerdoti si sono incontrati, hanno pregato,
hanno giocato, insomma hanno vissuto una domenica insieme. La cittadina
sulla Cassia è stata simpaticamente invasa da un piccolo esercito
gioioso che ha fatto testimonianza e festeggiato l’inizio del cammino
insieme e l’avvio delle attività. Appena arrivati l’accoglienza. Ogni
gruppo è stato salutato dai ragazzi ospitanti con uno slogan. Le varie
rappresentanze hanno risposto con un detto nel proprio dialetto che
doveva essere tradotto dagli altri, una sorta di scambio culturale.
Durante la celebrazione eucaristica, in chiesa, i vari gruppi si sono
avvicendati nelle letture, nei canti e nelle preghiere. Dopo la messa,
con una piccola marcia di testimonianza, i gruppi hanno raggiunto il
parco giochi per il pranzo al sacco. Ospite d’eccezione della giornata:
il nostro
vescovo, monsignor Romano Rossi, che si è intrattenuto con ragazzi ed
educatori. Un legame molto stretto quello tra monsignor Rossi e
L’Azione Cattolica che lo ha visto militare nelle sue fila fino
all’ingresso in seminario. Nell’incontro, ai ragazzi, ha detto che ci
si può divertire e ballare anche senza andare in discoteca, senza
spendere nulla, in libertà, senza bisogno di fare quello che dicono gli
altri e senza seguire falsi miti. Ha poi sottolineato la differenza tra
gruppo e comitiva. Il gruppo, in questo caso l’ACR, persegue un fine,
ha una guida e aiuta a star bene oltre che a divertirsi mentre la
comitiva può solo offrire l’aspetto del divertimento. Ha poi invitato i
ragazzi ad essere fieri dell’appartenenza all’Azione Cattolica. Agli
educatori ha ricordato di rappresentare il prodotto finito di un
cammino di vita che costituisce un esempio per i più giovani. Un ruolo
importante, quello dell’A.C. in un contesto dove l’educazione
rappresenta un’emergenza. “Manifestazioni come queste”, ci dice don
Giuseppe, parroco di Vignanello, “servono a dimostrare che chi è
coinvolto nell’edu-cazione dei ragazzi non è solo, ci sono i sacerdoti,
gli educatori che collaborano con le parrocchie e ogni gruppo sa che
accanto ce ne sono altri che percorrono lo stesso cammino nella
formazione delle coscienze. Insomma un’occasione per confrontarsi e
ricaricare le pile per affrontare un altro anno di attività”. Per
Giuseppe Bencivenga, responsabile ACR diocesano, “ Il ruolo dell’Azione
Cattolica diocesana nel processo educativo dei più giovani, tende a
dare ai ragazzi dei valori che li possano aiutare a capire le
differenze che ci sono tra luoghi, compagnie e amicizie aiutandoli a
non farsi trascinare dalle cose facili e velleitarie che portano ad
entrare in un tunnel da dove è difficile uscire come la droga. Insomma
anche quest’anno il cammino è iniziato, a Capranica non resta che dire:
Ciao!
* Articolo tratto dalla Newsletter "Laziosette", disponibile sul sito della Diocesi: www.diocesicivitacastellana.it
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