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Week-end di formazione per l’Azione Cattolica regionale di Giuseppe Bencivenga* I responsabili dell’Azione Cattolica della regione Lazio si sono ritrovati, il 6 e 7 giugno scorso, presso il Monastero di San Vincenzo in Bassano Romano (VT) per il secondo incontro di formazione annuale. Perno e stimolo di tale incontro è stata la presenza del presidente nazionale prof. Franco Miano che è intervenuto sul tema portante di questo week-end: “L’Azione Cattolica oggi”. L’eventoè stato particolarmente sentito dall’associazione della nostra diocesi diCivita Castellana anche perché è stata la prima volta che ha ospitato unpresidente nazionale di Azione Cattolica. L’intervento del presidente è ruotato su tre punti cardine per l’associazione: l’identità associativa, la scelta associativa, l’appartenenza all’associazione. Sull'identità di Azione Cattolica il prof. Miano ha espresso la difficoltà di darne una definizione ben precisa anche se ha indicato la necessità di porsi in una prospettiva dialettica tra la storia e il singolo. La nostra è una identità dinamica che si rinnova nel tempo presente e che ci porta a vivere oggi una Azione Cattolica vissuta alla luce dei suoi 140 anni, ma che sappia interpretare i segni dei tempi. Ciò sottolinea l’importanza di ripensare alla nostra storia, non come discorso nostalgico, ma come la necessità di riprendere forza e motivazioni da coloro che hanno dato vita alla nostra realtà associativa. Parlare di identità oggi è capire che cosa il Signore ci chiede, che cosa è importante per le persone: sicuramente la ricerca di una felicità autentica, sincera, pura; ricerca questa che noi dobbiamo e possiamo continuare a sostenere. Parlare di identità è aiutare l’uomo a incontrare il Signore, come? Amando la gente che ci è affidata e che fa parte dei nostri territori e della nostra realtà locale. La ricchezza dell’Azione Cattolica sta nel non prenderci a cuore solo la realtà dei bambini o dei giovani o degli adulti ma di interessarci di tutte queste realtà in modo unitario. Noi non scegliamo le parrocchie che più ci piacciono, ma scegliamo la parrocchia del paese o della città dove viviamo e che ci deve stare a cuore in quanto l’associazione parrocchiale rappresenta anche tutta l’associazione diocesana e nazionale. Il nostro compito e la nostra prima responsabilità, quindi, sta nel rispondere con impegno a ciò che il Signore ci chiede. Per fare ciò è necessario fare una scelta che ci rende capaci di metterci al servizio. In questo nostro tempo non siamo più abituati a scegliere, ma piuttosto ad essere sottomessi a delle scelte. Molte volte non si sceglie perché non si ha il coraggio di mettersi in gioco, perché non vogliamo sentirci legati pensando cosi di restare “liberi”. Bisogna quindi riappropriarci del coraggio di fare una scelta che deve essere fatta in pienezza per non perderla nel tempo; mettersi al servizio vero dell’AzioneCattolica vuol dire averla scelta nella sua completezza ed essere, dunque, al servizio della Chiesa. Chi appartiene sceglie. Il legame di appartenenza all’associazione non è certo sostanziale alla sua sigla, ma a tutto ciò che l’associazione significa per ciascuno; questo ci permette di radicarla e farla crescere sempre più, in modo tale che rimanga se stessa anche se cambia la vita ecclesiale della parrocchia o se cambia il parroco. La nostra sfida di oggi è quindi riscoprire che la vita educa e che una bella vita associativa educa le persone a crescere, grazie anche alla generosità e alla gratuità di chi si impegna ad educare. Facendo nostre queste provocazioni del presidente Miano, certamente il nostro primo compito sarà l’impegno educativo, accogliendo anche l’appello del Papa sull’emergenza educativa. Gli aderenti di AC dovranno essere sostegno per chi si avvicina ad un cammino formativo e spirituale, promuovere un’educazione che metta al centro la globalità dell’individuo nell’ambito spirituale, catechetico, teologico ma anche sociale. L'invito a realizzare tutto questo è di impegnarci in una buona formazione che sia dono da ricevere ma soprattutto da dare agli altri, nella prospettiva della nostra fondamentale chiamata: la Santità. Buon lavoro! *Responsabile diocesano ACR
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